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Unità di ricerca in Ricerche narrative e processi di sviluppo

La ricerca RE.NA.ME. (Relazione-Narrazione-Memoria)

Il programma di ricerche RE.NA.ME. (Relazione-Narrazione-Memoria) nasce dal contributo del precedente programma ME.NA.ME. (Memoria-Narrazione-Memoria) per arricchirlo con la dimensione della relazione e della regolazione emotiva. Dal ME.NA.ME. è, infatti, emerso che la narrazione scritta è in grado di modificare la memoria autobiografica, ma ha posto un’importante questione relativa all’esperienza quotidiana di narrazione, che avviene principalmente sotto forma di condivisione orale con un audience.

Il RE.NA.ME. parte, dunque, dalla consapevolezza del ruolo svolto dalla relazione tra narratore e ascoltatore e dall'importanza dei processi di regolazione emotiva che avvengono in questa relazione. La regolazione emotiva è stata indagata sia come caratteristica individuale del narratore (regolazione emotiva di tratto), sia come processo che nasce dalla narrazione stessa (regolazione emotiva narrativa) e che si traduce nella possibilità di rivalutare l’esperienza spiacevole vissuta e di esprimere le proprie emozioni durante il racconto.

Lo scopo del programma di ricerca RE.NA.ME. è, quindi, quello di valutare il rapporto tra memoria, narrazione e regolazione emotiva all’interno della relazione tra narratore e ascoltatore, prendendo in considerazione il ruolo dell’ascoltatore, in particolare le tipologie di ascolto messe in atto, e il ruolo del narratore, in particolare le sue caratteristiche di regolazione emotiva.

Nell’ambito del RE.NA.ME. sono stati condotti due studi:

- RE.NA.ME.1, in cui sono stati messi a confronto l’ascolto empatico e l’ascolto distratto su un campione di adolescenti e adulti emergenti. Dalle analisi svolte è emerso che un ascoltatore distratto ha un impatto negativo sulla tonalità emotiva dei ricordi, sulla coerenza del racconto e sulla regolazione emotiva narrativa. Inoltre, si è rivelato particolarmente deleterio per gli individui con maggiori difficoltà a regolare le proprie emozioni. http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/13676261.2016.1273521

- RE.NA.ME.2, realizzato su un campione di adulti emergenti con l’obiettivo di mettere a confronto l’ascolto empatico con un contesto di ascolto standard, in cui l’ascoltatore si mostrava attento ma non empatico, e un contesto di narrazione scritta. Dai risultati è emerso che tutti e tre i contesti narrativi hanno un impatto positivo sul ricordo e sul racconto, dimostrando che per questi processi non sia necessario un ascoltatore empatico, ma sia sufficiente un contesto favorevole in cui il narratore trovi spazio e attenzione. Al tempo stesso, però, un ascoltatore empatico è risultato essenziale per la regolazione emotiva narrativa.

Gli sviluppi futuri di questa ricerca intendono chiarire ulteriormente i processi di memoria, narrazione e regolazione emotiva in adolescenza e allargare l’indagine all’intero ciclo di vita degli individui.

La ricerca è stata portata avanti da:

Prof. Andrea Smorti

Dott.ssa Chiara Fioretti

Dott.ssa Debora Pascuzzi

In collaborazione con la Prof.ssa Monisha Pasupathi, Social Development Lab, Department of Psychology, University of Utah.

Hanno, inoltre, collaborato: Francesca Boddi, Giulia Marta Bonsegna, Ludovica Borsellini, Roberta Catilino, Martina De Biase, Roberta Della Croce, Elena Pellegrini.

 

 
ultimo aggiornamento: 15-Nov-2017
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